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Lunedì 5 AGOSTO - La Nutrizionista in Farmacia

Pubblicato il 14/06/2019
Lunedì 5 AGOSTO - La Nutrizionista in Farmacia

EDUCAZIONE ALIMENTARE
Finalità e obiettivi speci?ci dell’intervento educativo nell’adulto sono:
- informare, formare e consigliare in merito alle scelte nutrizionali specifiche per la costituzione dei pasti;
- sviluppare la coscienza critica nelle scelte alimentari;
- effettuare prevenzione;
- accompagnare in un percorso di riabilitazione nutrizionale in caso di disturbi del comportamento alimentare.

Durante l’infanzia e l’adolescenza è utile differenziare l’intervento in:
- linea nutrizionale-riabilitativa – valutazione dello stato nutrizionale, definizione degli obiettivi da raggiungere ed elaborazione di un programma alimentare specifico;
- linea ludico-educativa – laboratori personalizzati in base alla sua età e al motivo di intervento (sovrappeso, obesità, inappetenza, neofobia, celiachia, …).
Si organizzano anche laboratori di educazione alimentare per piccoli gruppi (max 3-4 bambini o ragazzi), per accompagnare i piccoli in maniera divertente alla scoperta del cibo e della corretta alimentazione o per stimolare un confronto positivo tra i ragazzi della stessa fascia d’età.

INTERVENTO PEDAGOGICO…quando è necessario “mettere a dieta un bambino”

Intraprendere un regime di restrizione alimentare (o anche solo di selezione dovuto a un’allergia o una patologia) può essere molto faticoso già per un adulto: è quindi indispensabile accompagnare il bambino nel seguire il programma attraverso un intervento che lo motivi e lo supporti.  Limitare l’attuazione di una dieta alle indicazioni alimentari e al semplice controllo periodico del peso trascura fattori significativi e determinanti durante l’età dello sviluppo. Il contributo del pedagogista in questo percorso offre quindi un rinforzo educativo utile a gestire le difficoltà e ad utilizzare delle risorse con l’intento di ridurre i comportamenti disfunzionali, attenuare lo stress e aumentare le possibilità di successo del programma alimentare prescritto.

TEST GENETICO: Cos’è? Si tratta di un semplice prelievo salivare (tamponcino strofinato sulla guancia) da cui viene estratto e amplificato il DNA per analizzare i dati.

Perchè? Tutti noi nel DNA, il codice genetico, abbiamo il corredo di informazioni esclusivo e unico che porta alla costituzione di cio’ che siamo…dal colore dei capelli e degli occhi, alla predisposizione a certe patologie.
Il test genetico permette con certezza di determinare la predisposizione individuale a intolleranze alimentari o a carenze metaboliche, così da poter intervenire con adeguate integrazioni alimentari e ridurre in modo decisivo il rischio di patologia. Inoltre andando ad analizzare un elemento proprio del codice genetico personale dà un risultato definitivo.
Negli adulti, ma ancor più nei bambini (già da 0 mesi), questo approccio non-invasivo consente di regolare l’alimentazione lavorando sulla prevenzione piuttosto che sull’intervento terapeutico.


DISBIOSI INTESTINALE

Il nostro apparato digerente è colonizzato naturalmente da moli microrganismi che, nel loro insieme, costituiscono la flora batterica intestinale (o microbiota intestinale). La condizione di equilibrio dei vari ceppi batterici è definita eubiosi e contribuisce alla salute generale dell’organismo.
Un insieme di sintomi e disturbi dell’apparato gastrointestinale possono essere ricondotti semplicemente ad un’alterazione dell’equilibrio della flora batterica intestinale (disbiosi). Tra le cause della disbiosi intestinale possiamo trovare: scorrette abitudini alimentari, stress psico-fisico, terapia antibiotica/farmacologica, indebolimento del sistema immunitario per malattie pregresse, infiammazioni  croniche,…
Quindi essenzialmente la disbiosi può essere: carenziale (deficit della flora batterica intestinale benigna), putrefattiva (eccesso di carni e grassi animali), fermentativa (eccesso di carboidrati semplici), disbiosi da sensibilizzazione (causata da una risposta immunitaria), disbiosi da funghi (eccesso zuccheri semplici, alimenti lievitati, carboidrati raffinati).
Sono disponibili dei test su urine e feci o, ancor più specifici, dei test che prevedono la mappatura del microbioma intestinale attraverso l’analisi dell’ rRNA 16s. In questo modo vengono individuate le caratteristiche del proprio microbiota, eventuali disbiosi e si può intervenire applicando una cura probiotica mirata. Dopo 1-2 mesi di trattamento, e in abbinamento ad un regime alimentare idoneo, si possono verificare dei significativi miglioramenti.